Design, arte, manualità, ecologia, riuso del materiale legno: sono gli elementi che Riva 1920, in occasione del 90° anniversario dell’Azienda, presenta la mostra “Tra le Briccole di Venezia” allestita presso Triennale di Milano durante la settimana del design di Aprile.

Dopo l’esperienza, che è parte integrante della cultura progettuale dell’azienda, con il legno Kauri, venuto alla luce dopo oltre 30.000 anni, continua la ricerca con il progetto “Briccole Venezia” : progettare forme e funzioni nuove, senza intervenire negli equilibri della natura.

L’architettura e il design contemporanei si mettono così al servizio del linguaggio della sostenibilità.

La sfida di Riva 1920 è quella di coniugare l’ultradecennale vocazione ad utilizzare elementi naturali ed ecologici, con la modernità e la ricerca del bello ai massimi livelli.

Le “briccole”, pali in legno di rovere sui quali è stata costruita Venezia, servono per l’attracco delle gondole e per la traccia della navigazione.

Sono lunghe almeno dieci metri e dopo essere state conficcate in laguna, hanno una vita media variabile che non supera i 5-10 anni.

Una volta corrose nel tratto che sta in corrispondenza dell’escursione delle maree, nel quale trovano il loro habitat naturale non solo microrganismi, ma anche flora e fauna marina, vengono sostituite.

L’idea è semplice: riutilizzare questi pali terminata la loro “vita” in laguna.

Da qui si sviluppa questa nuova iniziativa: da un lato recuperare le “briccole”, i lunghi pali di rovere, ancora oggi visibili lungo le rive lagunari. Dall’altro lato i lavori dei “progettisti”, invitati a interpretare questo straordinario materiale, ricco di storia, che nel tempo l’acqua ha trasformato in vere “sculture naturali”.

I 22 grandi nomi che “firmano” i prodotti della mostra “Tra le Briccole di Venezia” sono motivo di orgoglio oltre che una ulteriore conferma dell’unicità di questo progetto:

Antonio Citterio (separé), Terry Dwan (consolle), Michele De Lucchi (libreria), Mario Botta (tavolino), Matteo Thun (tavolo), Pininfarina (modellino di Cisitalia 2020, autovettura d’epoca), Luca Scacchetti (tavolo), Helidon Xhixha (tavolo), Aldo Cibic (tavolo), Enzo Mari (scultura), Erasmo Figini (lampada), Paola Navone (istallazione), Karim Rashid (divanetto), David Chipperfield (libreria), Pierluigi Cerri (tavolo), Marc Sadler (totem), Franco e Matteo Origoni (sgabello), Riccardo Arbizzoni (panca), Elio Fiorucci (pala con gambe di donna), Luisa Castiglioni (mensola), Missoni (amaca), Davide e Maurizio Riva.

Venezia, le briccole, i lunghi anni nell’acqua lagunare come a segnare lo scorrere del tempo, la memoria, ma soprattutto il futuro.

Per andare oltre le attuali tendenze, alla ricerca di forme ancora da scoprire in una sorta di consapevole ready-made che spinge il design a soffermarsi e riflettere su tematiche ambientali legate al riuso dei materiali presenti in natura: perché il legno è vivo e la sua vita si rinnova grazie alle idee di grandi designer.

MOBILE 2010. IN TRIENNALE LE BRICCOLE DI VENEZIA DIVENTANO SCULTURE

HELIDON XHIXHA – SALONE DEL MOBILE 2010

RIVA 1920 – DESIGN WEEK 2010

HELIDON XHIXHA – PALAZZO DELLA TRIENNALE

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