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Torri nell' aria Michele De Lucchi

Progetto per Fondazione Zoé, Corso Palladio 36, Vicenza

Il respiro è il fondamento della vita ed è ritmato dalle emozioni: c’è il respiro della paura (Torre 1), il respiro della gioia (Torre 2), il respiro dell’attesa (Torre 3), il respiro della nascita (Torre 4) e il respiro dell’eros (Torre 5).

Il respiro avviene per espansione e compressione.

Il respiro dell’uomo è fondamentalmente il respiro del mondo e di conseguenza il mondo non è mai in quiete, ma in continuo processo di ritiro e dilatazione.

Fisicamente e metaforicamente anche dell’architettura si legge il respiro, perché è sempre in mutazione. Nelle situazioni tecnologiche più avanzate, dove tutto è sempre rigido, perfetto, industriale, ciò che mostra la realtà più apprezzabile è proprio il tocco irregolare dell’intervento umano.

In una geometria così rigorosa, come quella di una torre circolare, minimi segni di distorsione modificano completamente il rigore fisico e rendono espressiva la perfezione matematica. Gli artigiani giapponesi segnano con una lieve pressione del pollice le tazze di ceramica che realizzano con infinita precisione, per far vedere che anche lì sopra è passata la mano dell’uomo.

Michele De Lucchi