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Pangea Lab - Inaugurazione

In data 26 Settembre, Riva 1920 ha inaugurato lo spazio “Pangea Lab” che si trova al secondo piano del Riva Center di Cantù,

Pangea Lab completa la filosofia del Riva Center che vede convivere insieme il presente con lo showroom, il passato con il Museo del Legno ed il futuro Pangea Lab.

Si tratta di un nuovo e suggestivo spazio realizzato in legno di abete e vetro che ospita il tavolo Pangea, simbolo di Expo 2015 a firma dell’architetto Michele De Lucchi e ideato dal Prof. Davide Rampello.

 

Pangea Lab si trova al secondo piano del Riva Center di Cantù, edificio suggestivo totalmente ricoperto in legno di larice siberiano, inaugurato nel 2010 il cui speciale rivestimento nasce da un’idea progettuale dello studio Renzo Piano Building Workshop concepita per l’università di Harvard. L’edificio ospita al piano terra uno Showroom di circa 1200 mq che esalta l’essenza e l’unicità della collezione di arredi realizzati in vero legno massello e che accoglie altresì una collezione di vecchie biciclette dei mestieri risalenti ai primi del 1900 e al primo piano il Museo del Legno, con oltre 5.000 pezzi in esposizione tra macchine ed utensili per la lavorazione del legno una collezione unica nel suo genere in Europa per la quantità di pezzi presenti. Protagonista indiscusso dello spazio il tavolo “Antico” in legno millenario di Kauri datato 48.000 anni e lungo 12 metri con base in ferro disegnata dall’Arch. Renzo Piano.

 

Il progetto si ispira e prende il nome da Pangea unico continente che in origine si ritiene includesse tutte le terre emerse e che durante le successive ere geologiche si è diviso nei vari continenti.

La superficie di 80 metri quadrati realizzata in Kauri, legno millenario proveniente dal sottosuolo della Nuova Zelanda, è composta da 19 pezzi sagomati ed è sostenuta da 271 gambe realizzate in Briccola, pali di rovere recuperati della laguna di Venezia.

Al centro della realizzazione del progetto il rispetto per l’ambiente e la salvaguardia del patrimonio arboreo attraverso l’impiego di legni di riuso per i quali, da sempre, l’azienda si distingue.

Kauri,  legno millenario recuperato dal sottosuolo e proveniente dalla Nuova Zelanda per il piano a liste incollate e Briccole, pali di rovere recuperati della laguna di Venezia per le 271 gambe a sostegno dell’intera struttura.

 

Lungo tutte le pareti dello spazio sono poste una xiloteca, raccolta di legni provenienti da tutto il mondo ed una selezione di materiali naturali tra i quali: pelli, marmi, metalli, vetri e tessuti raccolti in apposite teche trasparenti frutto della collaborazione con oltre 65 aziende del territorio che hanno l'opportunità di mostrare le proprie produzioni. Pangea Lab si propone come spazio didattico e formativo la cui finalità è quella di far conoscere da vicino lavorazioni e materiali.

 

Negli anni Riva 1920 si è fatta promotrice di importanti progetti che collegano la realtà del legno e dell’imprenditoria a quelle dell’arte, dell’architettura, del design, della cultura e che toccano la coscienza sociale, la sostenibilità e la cura per l’ambiente ponendo grande attenzione nei confronti dei giovani e del loro futuro. Un chiaro esempio sono le serate che periodicamente vengono organizzate presso lo spazio e che hanno ospitato personaggi del calibro di: Michele De Lucchi, Mario Botta, Alessandro Mendini, Mario Bellini, Paolo Pininfarina, Matteo Thun, Antonio Citterio, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Davide Oldani, Vittorio Sgarbi, Elio Fiorucci, Antonio Caprarica, Carla Fracci, Flavio Caroli, Davide van De Sfroos, Letizia Moratti per il progetto San Patrignano e molti altri. Attraverso le loro testimonianze è stato possibile esplorare diversi ambiti rendendoli accessibili e fruibili nei confronti un pubblico eterogeneo.

 

Da sempre i giovani ricoprono un ruolo fondamentale all’interno dell’ attività quotidiana di Riva 1920, ne sono un chiaro esempio i numerosi concorsi di idee che mettono a disposizione dei vincitori premi in denaro ma soprattutto offrono la possibilità di vedere il proprio prototipo realizzato e messo a catalogo.

 

Per esprimere ancora di più la vicinanza dell’azienda nei confronti dei giovani Riva 1920 ha ideato un progetto di formazione che prevede la visita ai reparti produttivi di alcune aziende appartenenti alla filiera dell’arredamento. Il progetto è rivolto agli studenti delle Università di Architettura, Istituti di Design, Accademie, ect.

Scoprire “com’è fatto” un prodotto rappresenta sicuramente una sfida interessante per accorciare le distanze tra il mondo accademico e il mondo dell’artigianato e dell’industria. In questo modo i ragazzi hanno modo di assistere ai vari processi di lavorazione assimilando una serie di informazioni indispensabili in fase di progettazione e di studio di fattibilità che comprendono la conoscenza dei materiali e delle lavorazioni. Questo progetto svolge anche un’importante funzione sul territorio in quanto i laboratori coinvolti hanno l’opportunità di aprire le porte delle loro aziende, raccontare i propri processi produttivi e mostrare le ultime novità in termini di tecnologie e materiali. Entrare in contatto con i professionisti di domani è un passaggio fondamentale per non perdere competenze e specificità. Il valore aggiunto di questo programma consiste nel fatto di allargare la visita ad altri quattro laboratori, ciascuno dei quali specializzato nella lavorazione di un materiale diverso dal legno come metallo, marmo, pelli e tessuti, tutti materiali naturali. Diversificando i contenuti proposti si riesce ad avere una panoramica completa sul mondo dell’arredo.

Lo stesso progetto verrà declinato in favore degli architetti per l’acquisizione dei crediti formativi. La finalità sarà quella di informare i professionisti sui nuovi materiali e sulle ultime tecnologie disponibili.

 

MOSTRA MICHELE DE LUCCHI “LA FORMA DEL VUOTO”

 

Esposte all’interno di Pangea Lab, alcune Casette in legno disegnate da Michele De Lucchi che nascono come divertimento nel 2004, quando l’architetto decide di dare forma alle sue riflessioni sull’architettura incidendo con la lama della motosega la superficie del legno. Da qui ha origine la ricerca sui Modelli Concettuali rappresentativi di architetture possibili, poi evoluta nello studio di modelli progettuali di edifici effettivamente realizzati. Da queste forme tridimensionali è derivata la serie chiamata

La forma del vuoto: cinque oggetti sperimentali d’architettura disegnati nel 2017 da Michele De Lucchi e realizzati in noce massello grazie alla collaborazione con Davide e Maurizio Riva. L’esecuzione di queste sculture non si basa più sulle possibilità costruttive manuali, ma sulle sofisticate potenzialità tecnologiche della macchina a cinque assi. La lavorazione su cinque assi permette non solo di definire la forma e il contorno esterni, ma consente di scavare dentro il blocco di legno materializzando il vuoto spaziale all’interno delle architetture. Il risultato è una serie di modelli sempre più lontani dall’immagine iconica dell’architettura, ma sempre più vicini alla realtà degli spazi costruiti.

 

LIBRICINO MICHELE DE LUCCHI “LORO CHE SONO L‘ORO”

 

“Loro sono loro, non è difficile capire chi sono. Ugualmente il loro nome non appare mai, nemmeno una volta, nemmeno per confermare che effettivamente si parla proprio di loro”. Loro che hanno tutti un nome, un nome latino pomposo ma accurato. Loro che hanno emozioni ma non le mostrano, perchè sono nobili d’animo, perché hanno una pelle che sembra una corteccia. Loro si capiscono senza parlare, solo muovendo le loro chiome al vento. Loro che sono sempre lì, che accolgono tutti nel loro abbraccio, che non fanno differenze.

“Loro che sono l’oro” è un romanzo illustrato uscito dalla penna di Michele De Lucchi in occasione dell’inaugurazione del Pangea Lab a celebrare il mondo arboreo. Tra queste pagine si racconta la storia di chi ha messo le radici in questo mondo secoli fa, e da allora in silenzio ci guarda muoverci, facendoci quasi dimenticare della loro presenza. Facendoci quasi scordare quello che invece dovremmo sempre tenere a mente: loro sono davvero il nostro oro.

 

“Loro sono così indispensabili e così presenti in tutto quello che vediamo e in tutto quello che abbiamo e facciamo che effettivamente non è più necessario nominarli. Ma proprio per questa totale continua presenza tendiamo a non farci più caso e a dimenticare quanto insostituibili sono. Questa storiella quindi non vuole prendere in giro nessuno e spero proprio non porti offesa ad alcuno. Serve solo per riportarceli alla luce della mente perché non ci dimentichiamo della loro bellezza e valore. Per fortuna in questo momento sono usciti molti libri che parlano di loro e che mi hanno molto aiutato. A dire il vero ho anche attinto da loro a piene mani, perché molte delle cose che sono qui riportate, prima di incominciare a scriverle, proprio non le conoscevo. Quindi ho fatto una lista di libri, che è pubblicata alla fine della storiella, che potrà essere d’aiuto per tutti quelli che ne vorranno sapere di più. Loro sono loro, non è difficile capire chi sono. Sin dalle prime pagine si intuisce di chi si tratta e sono loro i protagonisti della storiella. Ugualmente il loro nome non appare mai, nemmeno una volta, nemmeno per confermare” Michele De Lucchi.